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CARCERI

Il Ministro Alfano chiede lo stato di emergenza. Il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni: "Meglio tardi che mai. Ora si cerchi di non perdere anche questa occasione"



"Anche se, a mio giudizio, giunge con colpevole ritardo, la decisione del ministro della Giustizia Alfano di chiedere lo stato di emergenza per le carceri deve essere considerata positivamente. Ora è, però, auspicabile che tutti insieme facciano in modo di non perdere anche questa occasione per migliorare le condizioni di vita nelle carceri". Lo dichiara, in una nota, il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni, vice coordinatore della conferenza nazionale dei Garanti.

"E’ chiaro – ha continuato il Garante - che emergenza non vuol dire immaginare di risolverla con il famoso piano carceri tutt’ora sconosciuto. Il problema dell’emergenza è la quotidianità, la vita concreta che si svolge in carceri sempre più affollate, fonti di sofferenza e purtroppo di suicidi. Occorre avviare un piano serio di sfollamento del carcere, soprattutto dai detenuti tossicodipendenti che non hanno commesso reati gravi, da affidare a comunità terapeutiche e strutture sociali. Poi occorre dotare gli istituti di più educatori, più psicologi e più agenti di polizia penitenziaria, tutti sotto organico. Per la Polizia penitenziaria si potrebbero anche recuperate quegli agenti impiegati in compiti impropri fuori dalle carceri. Infine, gli istituti devono essere dotati di più risorse finanziarie per affrontare le necessità elementari del vivere quotidiano".

Roma, 12 gennaio 2010
Comunicato Stampa

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